Germania battuta. Spagna battuta. Nella stessa fase a gironi, allo stesso Mondiale. Quello che il Giappone ha fatto in Qatar nel 2022 non è stato un incidente — è stato l’annuncio di una nuova potenza del calcio mondiale. I Samurai Blu hanno più giocatori nei cinque maggiori campionati europei di qualsiasi altra nazione asiatica, e la loro crescita negli ultimi otto anni è stata sistematica, costante, misurabile. Il Mondiale 2026 e il torneo in cui il Giappone vuole fare il salto definitivo: non più solo passare i gironi, ma raggiungere i quarti di finale per la prima volta nella sua storia.
Per chi scommette dall’Italia, il Giappone è una delle squadre più sottovalutate del torneo. Le quote tra 40.00 e 60.00 lo collocano tra le outsider di secondo livello — ma i risultati recenti e la qualità della rosa raccontano una storia diversa. I Samurai Blu sono una squadra da primo livello mascherata da outsider, e il divario tra percezione e realtà è esattamente lo spazio dove si nasconde il valore. Non lo dico per simpatia — lo dico perché i numeri degli ultimi due cicli di qualificazione e i risultati nei tornei parlano chiaro. Il Giappone non è più la squadra che arriva al Mondiale per partecipare — e la squadra che arriva per competere.
Samurai Blu in Europa — Una Rosa da Rispettare
Il salto di qualità del calcio giapponese ha una causa precisa: l’esportazione sistematica dei talenti nei campionati europei. Negli anni Novanta, il Giappone schierava giocatori della J-League — un campionato isolato, con ritmi diversi dal calcio europeo. Oggi, la nazionale ha venti-venticinque giocatori che militano in Bundesliga, Premier League, Serie A, Liga e Ligue 1. Il livello tecnico e fisico è cresciuto in modo esponenziale — e questo cambiamento si riflette nei risultati. La Bundesliga, in particolare, è diventata il campionato preferito dei talenti giapponesi: otto-dieci titolari della nazionale giocano regolarmente nel massimo campionato tedesco, il che spiega in parte la capacità del Giappone di battere la Germania nel 2022.
Takefusa Kubo del Real Sociedad è il talento più luminoso — tecnica sopraffina, dribbling, capacità di giocare su entrambe le fasce. A ventiquattro anni, è il giocatore giapponese più forte della sua generazione è uno dei migliori esterni della Liga. Kaoru Mitoma del Brighton porta velocità e imprevedibilità dalla fascia sinistra — il suo dribbling e tra i più efficaci della Premier League, e in un Mondiale giocato su campi larghi e veloci il suo impatto potrebbe essere devastante.
A centrocampo, Wataru Endo del Liverpool — vice-capitano dei Reds — e il perno tattico. Recupero palloni, distribuzione, leadership — Endo è il tipo di centrocampista che non appare nei highlights ma che decide le partite. Hidemasa Morita dello Sporting Lisbona aggiunge dinamismo e qualità di passaggio. Il centrocampo giapponese e il reparto che è cresciuto di più negli ultimi quattro anni — e il confronto con il centrocampo del 2018 e imbarazzante per quanto la distanza sia enorme.
In difesa, Ko Itakura del Borussia Monchengladbach e Takehiro Tomiyasu dell’Arsenal danno solidità a un reparto che nel 2022 aveva mostrato fragilità nei momenti chiave. Il portiere Shuichi Gonda è stato il punto debole del 2022 — gli errori contro la Croazia negli ottavi sono costati l’eliminazione. Il nuovo titolare, chiunque sia, dovrà garantire un livello superiore. Per i mercati difensivi, la difesa giapponese è il punto interrogativo — non fragile, ma non ancora al livello delle top-20 mondiali.
L’attacco e il reparto con il potenziale maggiore. Kubo e Mitoma sulle fasce, con un centravanti che potrebbe essere Ueda del Feyenoord o Maeda del Celtic — entrambi goleador prolifici nei rispettivi campionati. La peculiarità del Giappone e la velocità nelle transizioni: le ripartenze giapponesi sono tra le più rapide del calcio mondiale, un’arma letale contro le squadre che tengono la linea alta. Il pattern offensivo del Giappone — possesso paziente alternato a transizioni fulminee — è il tipo di gioco che mette in difficoltà le difese europee abituate a un ritmo diverso.
Girone F — Paesi Bassi, Tunisia, Svezia: Il Giappone Non Parte Battuto
Il Girone F e equilibrato, e il Giappone ha la qualità per finire primo. I Paesi Bassi sono i favoriti del gruppo, ma il precedente del 2022 — dove il Giappone ha battuto Germania e Spagna nello stesso girone — insegna che i Samurai Blu non rispettano le gerarchie sulla carta. La partita Giappone-Paesi Bassi sarà il match decisivo del girone.
Le quote per questa partita vedono l’Olanda favorita a 1.90-2.00, il pareggio a 3.20 e la vittoria giapponese a 4.00-4.50. Il mio modello e più equilibrato: Olanda 40%, pareggio 28%, Giappone 32%. Lo scarto tra il 32% del mio modello e il 22% implicito nelle quote è significativo — e sulla vittoria giapponese c’è valore reale.
La Tunisia e un avversario solido ma non insuperabile — il Giappone ha la qualità tecnica per dominare questa partita se mantiene il possesso e gestisce i ritmi. La Svezia, con il suo calcio fisico e diretto, potrebbe creare più problemi in termini di matchup — ma i Samurai Blu hanno dimostrato di saper gestire avversari fisici sfruttando la velocità e la tecnica superiore. Nel 2022, il Giappone ha battuto la Germania — la squadra europea più fisica del lotto — con un pressing intelligente e transizioni letali. La Svezia e nella stessa categoria di avversario, e il Giappone sa come affrontarla. Il mio scenario: il Giappone si qualifica con cinque-sette punti, contendendo il primo posto all’Olanda fino all’ultima giornata. L’eliminazione al girone ha una probabilità del 25-30% — più bassa di quanto le quote suggeriscano.
Le Quote del Giappone — Il Valore Nascosto dell’Asia
Il Giappone è quotato tra 40.00 e 60.00 per la vittoria del Mondiale — probabilità implicita dell’1.5-2.5%. Il mio modello assegna il 2-3%, un margine piccolo ma che a queste quote si traduce in valore reale. Non consiglio l’outright — il rendimento atteso e troppo basso per giustificare il rischio. Ma i mercati di fase sono un altro discorso.
“Il Giappone raggiunge gli ottavi”: quota 1.70, probabilità implicita del 59%. Il mio modello dice 70-75%. Lo scarto di undici-sedici punti è il più grande tra tutte le outsider asiatiche — e riflette il fatto che i bookmaker non hanno ancora interiorizzato la crescita del calcio giapponese. Il Giappone ha superato la fase a gironi in tre degli ultimi cinque Mondiali — una percentuale del 60% che le quote non prezzano.
“Il Giappone raggiunge i quarti di finale”: quota 5.00, probabilità implicita del 20%. Il mio modello dice 22-28%. È il mercato dove vedo il valore maggiore — il Giappone ha le qualità per battere qualsiasi avversario in una partita singola, e in un formato a 48 squadre il percorso verso i quarti potrebbe essere più morbido del previsto. Le vittorie contro Germania e Spagna nel 2022 non erano colpi di fortuna — erano il prodotto di un sistema tattico perfettamente eseguito. Se il Giappone replica quel livello di organizzazione, i quarti di finale sono alla portata. Il mercato “il Giappone vince almeno una partita a eliminazione diretta” — non ancora disponibile ma prevedibile intorno a 3.00-3.50 — è un altro mercato da monitorare.
Fin Dove Puo Arrivare il Giappone
Il mio pronostico: ottavi di finale come scenario più probabile, con il 35-40% di probabilità. Quarti al 22-28%. Semifinale al 8-10%. La vittoria del torneo è sotto il 3% — remota ma non impossibile se il tabellone sorride. Il Giappone e la squadra asiatica più forte mai vista a un Mondiale — e il 2026 potrebbe essere il torneo della consacrazione definitiva.
Per il tifoso italiano, i Samurai Blu offrono un calcio spettacolare — veloce, tecnico, organizzato. Per chi scommette, offrono quote che non riflettono la reale competitività della squadra. L’analisi delle 48 nazionali al Mondiale 2026 colloca il Giappone tra le outsider più sottovalutate — una squadra che può sorprendere chiunque e che i bookmaker continuano a sottostimare.